18 luglio 2006

Sciopero: tocca ai farmacisti

Farmacie in sciopero il 19 LuglioDopo la protesta dei taxisti italiani che si è conclusa ieri con la "vittoria" dei lavoratori, ora è la volta dei farmacisti.
Domani, mercoledì 19 luglio, tutte le farmacie resteranno chiuse tranne quelle di turno. La decisione arriva da Federfarma, che protesta così contro il decreto-legge Bersani, accusato di "stravolgere l'assetto del servizio farmaceutico".
A far muovere i farmacisti italiani è stata soprattutto la norma che consente la vendita dei farmaci "da banco" anche nei supermercati: un fatto che penalizzerebbe in particolare le farmacie dei piccoli centri.
Le trattive di mediazione sono partite già da giorni, ma per il momento non si è giunti ad un accordo. Si è arrivati così allo sciopero.
Durante la mediazione è uscita fuori un'ipotesi di una lista di farmaci 'leggeri' e innocui per piccole patologie, acquistabili anche senza il farmacista nei supermercati, negli autogrill, nelle stazioni ferroviarie o in aeroporto. L'idea ha trovato un cauto interesse da parte del ministro per la Salute, Livia Turco, che rimane però contraria alla vendita dei farmaci in esercizi commerciali senza la presenza del farmacista.
Non resta che vedere quanto durerà questo braccio di ferro fra il Governo e Federfarma. Fatto sta che la vendita dei farmaci nei banchi del supermercato porterebbe agevolazioni economiche non indifferenti per i cittadini italiani. Secondo Codacons questo decreto farà risparmiare ai cittadini 424 milioni di euro all'anno. "Checchè ne dicano i farmacisti, i numeri parlano chiaro - ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - e il risparmio per i consumatori è evidente oltre che sostanzioso".
Speriamo che stavolta il Governo non ceda di fronte alla protesta dei farmacisti e che porti avanti con decisione questo decreto che appare giusto e che porterebbe in Italia una situazione equivalente a quella degli altri Paesi europei.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non vengono colpite prima le multinazionali farmaceutiche,dubito che ci sarà tutto questo risparmio! E i dati che tu citi sono discordanti con altri presentati da Farmaindustria che vedono l'Italia come il paese Europeo con costi dei farmaci più bassi in assoluto. Se c'è qualcosa da fare non è questo il modo giusto...secondo me ;-)
Ciao!

Vax ha detto...

Io credo invece che la "libera concorrenza" sarebbe molto utile, poi saranno i cittadini e quindi i consumatori a scegliere dove adnare a comprare i farmaci.
Sarà anche questo uno stimolo in più per migliorare il servizio.
Se poi questo non fosse il modo giusto, ed il risparmio non fosse reale, allora vorrà dire che i consumatori continueranno a servirsi in Farmacia come hanno sempre fatto. Quindi il problema non sussiste.

Anonimo ha detto...

Libera concorrenza? I farmaci da banco non sono caramelle. Questa legge penalizza i farmacisti DIPENDENTI senza farmacia. La farmacia non va vista come un settore imprenditoriale!!!!!!! E poi uno a che pro dovrebbe studiare 5 anni x dispensare farmaci da banco nei supermercati?

Vax ha detto...

Invece mi sembra proprio che verranno creati nuovi posti di lavoro per i farmacisti, che dopo aver studiato 5 anni avranno la possibilità di trovare lavoro sia presso una farmacia che presso un supermercato.
A quel punto la "legge del più bravo" farà la selezione, e magari chi sarà più bravo verrà assunto in una farmacia, chi sarà meno bravo in un supermercato.

Visto che la Farmacia non è un'impresa, mi piacerebbe sapere perchè allora vengono venduti zoccoli, ciabatte, scarpe, creme solari, asciugamani, profumi, smalti, caramelle, profilattici...... e la lista è molto lunga......

Io penso che la categoria dei farmacisti sia molto privilegiata, e non credo che con la nuova legge che aiuta la concorrenza possano subire grossi danni.

Oltretutto, se come dice Federfarma, il servizio offerto dalle farmacie non potrà essere uguagliato vorrò dire che i clienti continueranno tranquillamente ad andare in farmacia, a meno che gli stessi clienti non vengano considerati degli "stupidi" non in grado di scegliere.