15 gennaio 2007

Olimpia Milano: che flop!!!

L'Olimpia Milano appare oggi più che mai una squadra imbarazzante, mal costruita ed avviata ad un'altra stagione incolore e povera di successi.
L'orribile prestazione della squadra di Djordjevic in quel di Napoli ha messo in evidenza i soliti errori da parte di una squadra che fatica a trovare una sua identità di gioco e che soprattutto nel corso della stagione non ha mostrato segni di crescita. Il dato più preoccupante della partita di ieri sono stati i canestri dal campo, appena 16, mentre le palle perse sono state ben 21.
Analizzando il gioco della squadra milanese ci sono dei punti chiave che fanno capire perchè Milano non può adnare avanti così:
  1. Il primo problema è difensivo. Ognuno gioca per conto suo, non esistono rotazioni ed aiuti difensivi e quando Sasha sceglie di giocare con il doppio lungo soffre molto se di fronte ha una squadra che gioca con un n°4 atipico, cosa che succede sistematicamente nel nostro campionato. Non esiste inoltre una difesa a zona che possa permettere alla squadra di cercare di mettere in difficoltà gli avversari e cambiar volto alla partita. Non si è mai visto nemmeno un accenno di difesa pressing, mentre invece per la tipologia di giocatori nelle mani di Djordjevic potrebbe risultare un'arma importante.
  2. L'attacco poi è troppo statico, permette alle difese avversarie di riposarsi e non trova punti di riferimento costanti quando la coppia di lunghi non è in giornata.
  3. Manca inoltre un giocatore che sappia aprire le difese avversarie, sia tra i piccoli che tra i lunghi. Sasha non può fare affidamento sul quel falegname di Schultze.

I problemi naturalmente sono nati prima di tutto in estate dove sono state fatte delle scelte sbagliate:

  1. Se uno vuol costruire una squadra vincente deve prendere (e tenere) dei giocatori vincenti, e qui nasce il primo errore. E' stato preso Tusek, che nella sua carriera non ha mai portato a casa un trofeo. Sono stati confermati due giocatori scostanti e non vincenti come Blair e Calabria, oltre a Gigena che è destinato (giustamente) a sedere sul pino per 40' a partita.
  2. Se esclude Gallinari la squadra è molto avanti con gli anni, ed i sopracitati Blair e Calabria, così come Tusek sono giocatori sulla via del tramonto che hanno già dato quello che avevano da dare e che per il futuro non sono assolutamente affidabili.

Risolvere ora tutti questi problemi sembra difficile, ed un'altra annata storta potrebbe riportare la gloriosa Olimpia in una situazione difficile. Che tristezza!!!

6 commenti:

Lofa ha detto...

In un campionato di così basso livello, se non cambiamo subito qualcosa (allenatore in primis e poi un esterno che sappia prendersi responsabilità meno scellerate di quelle di Bulleri) avremo difficoltà a giocare la post season.
E' una vera tristezza.

Vax ha detto...

Quello che serve è una Dirigenza degna di tale nome e soprattutto cacciare a pedate nel culo quei perdenti di Blair e Calabria che sono un male non solo in campo ma anche nello spogliatoio della squadra.

Lofa ha detto...

E chi li schioda più il gatto e la volpe? Finchè ci saranno loro due, Milano verrà costruita come si fa con una squadra di FantaBasket, cioè guardando le statistiche della Gazzetta.
Su Blair sfondi una porta aperta, su Dante non sono d'accordo.

Vax ha detto...

Calabria ormai è un giocatore in forte declino, e gli ultimi due anni lo confermano.
E' monodimensionale, si affida solo al suo tiro che ultimamente non è più tanto affidabile. Dal punto di vista difensivo poi è inesistente.

Lofa ha detto...

Dante non è più quello di una volta, è indiscutibile. Ma il suo limite penso sia strettamente connesso al poco feeling con Djordjevic. In un contesto equilibrato (non questa Milano), 15/20 minuti di buon basket li potrebbe ancora giocare, a mio avviso.

Vax ha detto...

Probabilmente quelo che dici è vero, il gioco di Djordjevic purtroppo lascia motlo a desiderare.
Secondo me Calabria sarebbe un buon giocatore (da 20/25 minuti) per squadre di media fascia, ma non certo per una che vorrebbe vincere lo Scudetto.