29 marzo 2007

La "casa della confusione"

Oggi come oggi sembra che il centrodestra più che con la sigla Cdl si possa definire con la sigla Cdc, ovvero come Casa della confusione.
La mancata "spallata" di martedì ha lasciato il segno, anche se le crepe all'interno dell'opposizione erano visibili già da tempo, con Follini che ha saltato il fosso e con Casini che da tempo prende le distanze da Berlusconi e soci.
La confusione è evidenziata dalle parole del Leader di Forza Italia, oggi più che mai Leader della Casa della confusione. Perchè i discorsi del cavaliere appaiono un'pò contraddittori, confusionari, sembrano che creati ad arte solo per cercare di trovare i consensi di tutti i suoi alleati che si dimostrano quantomeno più sicuri e decisi del loro Leader.
Berlusconi prima parte con toni autoritari "La Cdl siamo noi, anche senza l'Udc con il quale siamo in stato di separazione" stile Luigi XIV (Lo Stato sono io), tanto per scaldare i suoi adepti, il suo popolo. I toni trionfalistici continuano con "siamo la maggioranza del Paese".
Ma poi cerca di allungare una mano agli ex-alleati, cerca di riportarli sulla sua barca dichiarando "Cerchiamo di convincere l'Udc a stare con noi. La sua base è con noi". E si spinge verso il Centro, quando dice che "il grande centro esiste già e si chiama Forza Italia".
Chi lo va a spiegare alla Lega secondo la quale "L'Udc ci prende a pernacchie e ci insulta. Ricucire con loro? Io gli cucirei la bocca", parole di Calderoli, il quale difficilmente si sentirà un "centrista".
Le amministrative si avvicinano, stavolta il cavaliere vuole vincere, e non sarà difficile visto che il suo schieramento parte dal 57% dei consensi del Paese. La sua leadership altrimenti potrebbe prendere un brutta piega. Era doveroso un segnale forte, anche se troppo forte non è sembrato.
Ma come dicevo la Casa della confusione è tale già da un'pò, come quando un mese fa persero l'occasione di mandare a casa Prodi (ma ritenteranno), quando qualcuno voleva la riforma elettorale e qualcuno no, quando c'era chi voleva un Governo tecnico e chi no, quando alcuni volevano le elezioni subito ed altri volevano aspettare. Insomma, tanta confusione.
Il cavaliere finisce poi con il voto di martedì e sull'astensione di Forza Italia: "Sia chiaro che noi avevamo fatto i conti e sapevamo che Prodi avrebbe avuto comunque la maggioranza con i soliti senatori a vita. Con la nostra astensione abbiamo voluto mandare un segnale chiaro su quello che è lo stato della sicurezza dei nostri soldati". E ci mancherebbe, più chiaro di così!

3 commenti:

capelli ha detto...

Penosi....

mah2 ha detto...

Non capisco perchè ci dobbiamo occupare dei guai dell'opposizione, anziché bearci in questo Governo così unito e deciso...

gds75 ha detto...

immagina se si andasse a votare domani.... saremmo sul baratro di una guerra civile....
onestamente indipendentemente dagli schieramenti credo che ci meriteremmo tutti un po più di serietà.