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19 settembre 2008

Tutti a terra

Tutti a terra, è proprio il caso di dirlo! La vicenda Alitalia si stava facendo sempre più difficile, ed alla fine è arrivata la rottura, con la compagnia di bandiera che ormai sembra destinata al fallimento.
La famosa CAI (compagnia aerea italiana) messa in piedi dagli amici del Presidente del Consiglio ha emesso un comunicato nel quale fa sapere di aver ritirato l'offerta presentata al commissario di Alitalia.
Praticamente gli veniva regalata una compagnia senza debiti (quelli sono a carico degli italiani), che però aveva troppi lavoratori troppo pagati. Fatto sta che alla fine della fiera la CAI ha presentato la sua offerta, dalla quale non si sono mossi, senza voler intavolare una trattativa. Praticamente o i dipendenti accetavano le loro condizioni o niente.
Logicamente nella trattatica per l'acquisizione di Alitalia non c'erano altri concorrenti, non c'erano alternative, anche perchè qualcuno aveva fatto in modo che le cose andassero così, senza pensare che si potesse davvero arrivare ad una rottura.

Insomma, Mr. B in campagna elettorale ha giocato sul caso Alitalia, opponendosi all'offerta di Air France che era molto più conveniente di tutto quanto proposto in seguito dal suo Governo. Ed ora invece gioca allo scaricabarile dopo aver clamorosamente fallito.
Un bel fardello sta atterrando sulle spalle dei dipendenti Alitalia che ormai si trovano su un baratro, con la prospettiva di trovarsi a spasso e senza stipendio.
Magari il buon Berlusconi dirà alla ragazza qua sopra nella foto di sposare suo figlio, così risolverà il suo problema. L'importante è che la ragazza in questione non sia sua figlia...... altrimenti la cosa non si potrebbe fare.

17 gennaio 2008

Lavoro

Lavoro: Lavorare significa occupare il tempo nel fare qualcosa, traendone un vantaggio generalmente economico.
A quanto pare il vantaggio economico dei metalmeccanici è considerato sufficiente, visto che nonostante il contratto nazionale sia scaduto da oltre 6 mesi il rinnovo trada ad arrivare.
Le trattative tra Governo e sindacati vanno avanti, ma non si è ancora arrivati ad un'intesa, perchè oltre all'aumento sul contratto nazionale previsto per i prossimi 2 anni i sindacati chiedono anche (giustamente) l'indennizzo per l'aumento che avrebbero dovuto ricevere i lavoratori negli ultimi 6 mesi del 2007 (il contratto è scaduto il 30 Giugno).
Nell'attesa che si arrivi ad un'intesa tra le parti, continuano le manifestazioni di protesta e gli scioperi in giro per l'Italia.
Il contratto nel corso del 2007 era stato invece rinnovato agli statali, che in un anno hanno perso ben 125 milioni di giorni di lavoro. Ma il dato più allarmante è la differenza sui giorni di malattia tra i dipendenti privati e quelli pubblici: poco più di 4 giorni di malattia l'anno per i privati nel 2006, 18 in media l'anno per quelli pubblici nel 2005, quasi 5 volte di più. Un bel peso (come noto) per l'economia del nostro Paese.
E magari i nostri dipendenti malati da 9 mesi se ne vanno a fare una regata. La sanzione? Ridicola: la perdita di anzianità di un anno e quella accessoria del trasferimento d'ufficio.

27 giugno 2007

Pensioni al palo

Salta ancora una volta l'accordo tra Governo e Sindacati per la tanto attesa Riforma delle Pensioni che dovrebbe abbattere il famoso "scalone" (ovvero lo scempio ideato da Maroni), magari attraverso una serie di "scalini".
I Sindacati, come si vociferava, si sono opposti alle proposte del Governo che vorrebbe (logicamente) innalzare l'età pensionabile oltre i 58 anni, soglia oltre la quale i Sindacati non vogliono assolutamente andare. Avevano invece espresso parere favorevole sugli incentivi, che però dovevano partire prima del 58° anno di età.
L'aspettativa di vità è in forte crescita, quindi sarebbe una logica conseguenza l'innalzamento dell'età pensionabile. Naturalmente questo innalzamento andrebbe fatto con cognizione, e non con lo "scalone" che dal prossimo 1° Gennaio porterebbe in un sol colpo l'età pensionabile da 57 a 60 anni, fermo restando il requisito dei 35 anni di contributi versati.
Per ora niente accordo quindi, ma qualcosa va fatto prima di tutto per evitare lo scalone, ma andranno studiate anche altre soluzioni sugli incentivi e diversificate leggermente le pensioni in base alle categorie dei lavoratori.

09 maggio 2007

Scioperano gli statali

I lavoratori del pubblico impiego, ministeri, enti locali e sanità sciopereranno il 1 giugno. E' quanto hanno deciso le organizzazioni sindacali a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Per la scuola lo sciopero si terrà il 4 giugno.
Io dire invece che bisognerebbe iniziare ad introdurre la meritocrazia anche nel settore pubblico, che bisognerebbe iniziare a punire o mandare a casa i famosi malati immaginari, quelli che timbrano il cartellino (dove c'è) e poi vanno al bar o al mercato, quelli che non fanno niente dalla mattina alla sera.
In questo modo ci sarebbe la possibilità di assegnare retribuzioni più alte a chi veramente lo merita, levandosi invece di torno quelli che per lo Stato sono solo un peso.
Ma credo che sarà difficile arrivare ad una situazione del genere.