
Oggi è il giorno della verità per l'
Italia ma soprattutto per il
Governo, sempre più con l'acqua alla gola dopo il terremoto provocato dalle dimissioni del funambolico
Mastella e dalla presa di posizione del suo pseudopartito.
Il Premier
Romano Prodi ha deciso di lottare fino in fondo, portando la sua sfida in
Senato dove questa sera chiederà la fiducia per proseguire nel suo mandato. Fiducia che i mastelliani gli negheranno, dando così al
Governo la spallata che in questi mesi non sono riusciti a portare
Silvio e company.
Mastella, un mago dell'antipolitica, assume toni ditatoriali (
"Chi vota come me e Barbato è nel partito, e chi non lo fa è fuori" alla faccia della Democrazia) smentendo categoricamente le voci di un suo "salto del fossato". Chissà cosa ne penseranno i suoi elettori, anche se il solo fatto di averlo votato pone dei dubbi sulle loro capacità intellettive.
L'
ora X si avvicina, e lo fa in perfetto stile italiano (
od italiota), con l'Aula del
Senato che assume i connotati di uno Stadio di calcio.
Nuccio Cusumano interviene facendo sapere di appoggiare il
Governo Prodi, concedendo la fiducia all'esecutivo. E' proprio a quel punto che il buon
Barbato lo aggredisce verbalmente (
si parla anche di uno sputo) seguito da una parte dell'Aula che sembra diventata la Curva Sud.
La
Politica in
Italia è ai minimi storici, quindi non sarà nè la fiducia nè tantomeno la sfiducia a cambiarne le sorti, così come non cambieranno le sorti del Paese.
L'unica soluzione per far rinascere l'
Italia politicamente sarebbe riuscire ad ottenere un azzeramento totale delle attuali figure politiche. Utopia, ma forse è anche la verità.